Cosa sono le danze tradizionali

Per danze della tradizione popolare si intendono danze che sono popolari, in quanto sono più della fattoria che della sala da ballo, più della campagna o montagna che della città, e tradizionali, in quanto danze del passato che sono state trasmesse dalla tradizione fino a quando è esistito l’ambiente rurale che le ha prodotte. 

A partire dall’inizio del XX sec., però, la spinta alla modernità e i profondi cambiamenti sociali spezzano il filo della tradizione, questa è messa in ridicolo e la sua cultura viene sostituita dallo stereotipo del contadino sempliciotto oppure “scarpe grosse e testa fine” da cui i contadini e i montanari stessi vogliono allontanarsi. 

La pratica delle antiche danze sopravvive sporadicamente presso qualche piccolo gruppo, ma quasi ovunque non si può più parlare di tradizione popolare perché non è più condivisa da tutto il gruppo sociale, non si arricchisce e non si sviluppa più, anzi si impoverisce e si fossilizza sui ricordi dei pochi che la tengono in vita. 

Ma già all’indomani della seconda guerra mondiale, quando la pratica della danza tradizionale è quasi scomparsa, insieme alla società di cui faceva parte, se ne avverte la nostalgia e nasce il desiderio di salvarla. Ci sono quindi ovunque tentativi di ripresa del patrimonio, fatti prima dai gruppi folkloristici e poi da una serie di ricerche sul campo. 

 

Il revival Dagli anni ’50 in Francia e ’70 in Italia si sviluppa l’interesse per il recupero delle musiche e delle danze tradizionali ma spesso è già tardi, la società tradizionale non esiste più. 

Le danze che tornano oggi ad essere ballate sono spesso di origine ottocentesca: prima di tale periodo storico c’è nebbia: in assenza di documentazioni scritte sull’esatta forma delle danze di un dato periodo in un dato luogo, è praticamente impossibile giungere a delle conclusioni attendibili. Si possono però fare dei paralleli, trovare possibili matrici, prototipi e modelli percorrendo la storia della danza. E così si è fatto per ricostruire gran parte delle danze ora ballate. 

Dobbiamo quindi tener conto che: 

- il revival è il recupero delle danze tradizionali da parte di categorie sociali diverse da quelle che le hanno elaborate. Chi le balla ora ha la scelta di danzare oppure di dedicarsi ad altro passatempo e può anche scegliere cosa danzare. Nella tradizione popolare la danza occupava un posto preciso, non sempre di svago e comunque ogni zona, ogni villaggio si esprimeva con la sua danza e solo con quella.  

- la danza tradizionale non è arrivata a noi per vita sua, ma quasi sempre per ricerca e le testimonianze sono spesso lacunose, individuali,contraddittorie. 

- Il revival ha interpretato, completato, fatto delle scelte e modificato. 

Le danze che ora fanno parte dei nostri repertori si fondano sul lavoro dei ricercatori , si trasmettono con l’insegnamento e si rinnovano col tempo, con le mode, con l’evoluzione del gusto, con i nuovi dati che emergono. 

 

E oggi? 

La danza tradizionale si è sviluppata e si è trasmessa per imitazione attraverso generazioni successive nate da un certo ambiente sociale fino a trovare il suo equilibrio, la sua perfezione per quel momento e per quel posto. Era un modo di essere, un lingua condivisa.Oggi noi, imparando quella lingua, pur con accento straniero, riusciamo ad entrare in forme costituite, armoniose, coerenti, che riescono ancora a mantenere parte della loro essenza. Queste forme assolvevano a dei bisogni passati ma riescono ancora oggi a svolgere la loro funzione di farci provare diversi modi di relazione con gli altri e di nutrire il nostro bisogno di contatti umani, di divertimento, di armonia e di movimento. 

Pur con tutte le vicissitudine attraverso cui è passata e le modifiche con cui è giunta a noi, la danza tradizionale fa nascere un clima particolare, un certo benessere collettivo e contagioso, più facilmente delle altre forme di danza. E ormai il “bal folk” si è creato il proprio ambiente, degli spazi, dei momenti e delle consuetudini che lo fanno amare da chi cerca nella danza quel fascino di quando i tempi erano forse più semplici, più autentici e più naturali